atrii @ artverona



Il progetto Atrii partecipa, in ottima compagnia, alla Sezione Independents di ArtVerona i7.

ATRII / Sezione Piani insieme a Radio Papesse Museo d'Inverno LOCALEDUE Caffè Internazionale Palermo Fondazione Rivoli2 Aspra.mente The Blank: Bergamo Modern and Contemporary Art MyHomeGallery Atipografia Micro Crédit Artistique Collezione Bongiani Ophen Art Museum / Italy ATRII Sharing Hdemy ZOE Art & Culture Via Murat Art Container



ATRII/ Sezione Piani è un’ indagine collettiva che indaga, attraverso l’arte contemporanea, il concetto di atrio o androne da un punto di vista processuale e teorico.

Gli artisti invitati hanno messo a confronto la propria tematica di indagine con un un atrio esistente o ipotetico. A partire da questa relazione sono state progettate una serie di opere processuali e dialettiche che mettono a stretto contatto l’arte con il luogo e i suoi abitanti. L’obiettivo è quello di creare un inusuale confronto tra artista, spazio, committenza e pubblico, ipotizzando nuove possibilità e canali di fruizione per l’arte contemporanea. I progetti, raccolti in un archivio fisico e digitale, sono depositati presso la Cittadella degli Archivi (Comune di Milano) e sono quindi accessibili a Istituzioni, Associazioni di quartiere, singoli abitanti, curatori o artisti.
L’archivio è un ipotesi reale per l’avvio di un processo creativo di condivisione e rigenerazione degli spazi abitati di qualsiasi città.


ARTISTI: A12 / Rebecca Agnes / Davide Allieri / Alex Bellan / Valentina Bonizzi / Casali + Roubini / John Cascone / Umberto Chiodi / Nina Fiocco / Francesco Marilungo / Stefania Migliorati / Gianni Moretti / Alice Pedroletti / Fabrizio Perghem / Serena Porrati / Lucia Veronesi.
 

http://www.atrii.it/ 


 

ARNO



Il torrente Arno ha avuto un’importanza storica determinante nella definizione della forma urbana di Gallarate, dove però non esistono edifici o spazi pubblici che hanno un rapporto significativo con l’acqua. Oggi, il ruolo urbano del torrente è quello di un elemento “debole”, il cui valore non è forse immediatamente evidente, ma non per questo è meno importante.

Nel corso dei nostri sopralluoghi e dell’analisi dei documenti a cui abbiamo avuto accesso, due aspetti contrapposti hanno colpito la nostra attenzione: da un lato il corso d’acqua appare come un elemento problematico, potenziale fonte di rischio e di degrado; dall’altro costituisce una presenza naturalistica positiva, capace di portare la vegetazione rigogliosa delle sue sponde e gli animali che la abitano all’interno del tessuto urbano.

A questa doppia natura dell’Arno corrispondono due sistemi di manufatti che denunciano la relazione tra città e fiume: da un lato i vari elementi fisici e tecnologici che costituiscono il sistema di contenimento e controllo delle acque; dall’altro gli elementi architettonici (parapetti) di protezione dei ponti di attraversamento, che costituiscono l’unica interfaccia tra spazio pubblico della città e lo spazio del torrente.

Sviluppando l’analisi di questi due sistemi, ci siamo resi conto di come i loro elementi costitutivi possano fare tutti parte di una storia millenaria della lotta dell’uomo nei confronti della natura al fine di “addomesticarla” e trasformarla in un ambiente confortevole per la propria vita.

Il progetto che proponiamo per il Premio Gallarate vuole dare un contributo alla costruzione di un immaginario condiviso legato al torrente Arno che vada oltre i cliché contemporanei sulle idee di natura e di città e, ripartendo dalla dualità e dalla conflittualità che abbiamo individuato, porti alla formazione di un’identità urbana più precisa.

Il progetto “Arno” prevede quindi la creazione di una collezione di oggetti che costruiscano un nuovo brand “Arno” e l’apertura di un temporary shop dedicato al torrente nel centro storico di Gallarate, dove sarà possibile acquistarli e dove sarà contemporaneamente possibile fare esperienze e acquisire informazioni capaci di creare un immaginario condiviso e collettivo sul torrente, la sua vegetazione, gli animali che lo abitano, le sue potenzialità e la sua storia.

Ecco alcune attività:
“L’Arno sulla pelle”: una giornata dedicata al tatuaggio durante la quale chi vorrà, potrà imprimere sulla propria pelle il disegno del nuovo logo dedicato al fiume, re-interpretato da tatuatrici di henné;

“Souvenir d’Arno”: una giornata dedicata al ritratto durante la quale disegnatori esperti eseguiranno ritratti su sfondi prestampati che evocano il paesaggio fluviale;

“Segnali d’Arno”: un evento dedicato al racconto collettivo che prevede, per tutta la durata della manifestazione, la possibilità di portare all’Arno shop un oggetto, un racconto o anche una semplice parola, tracce che, nel loro insieme, possano ricordare e celebrare il torrente.
L’Arno può essere raccontato con degli oggetti? E di cosa ci parlano? Quali storie rivelano e quali nascondono?







PREMIO GALLARATE XXV ED.



GALLARATE (VA)
DAL 15 MAGGIO AL 17 LUGLIO 2016
AL MA*GA E IN ALTRI SPAZI CITTADINI
URBAN MINING / RIGENERAZIONI URBANE
IL PREMIO NAZIONALE ARTI VISIVE CITTÀ DI GALLARATE
XXV EDIZIONE

La commissione scientifica ha selezionato 9 artisti - A12, Luca Bertolo, Ludovica Carbotta, Ettore Favini, Luca Francesconi, Christiane Löhr, Marzia Migliora, Cesare Pietroiusti e Luca Trevisani - che si confrontano con progetti inediti sul tema “Il torrente Arno e la città di Gallarate”.



Dal 15 maggio 2016, Gallarate ospita la XXV edizione del Premio Nazionale Arti Visive “Città di Gallarate”, fondato nel 1949, che ha contribuito in buona parte alla formazione della collezione permanente del Museo MA*GA.
Fino al 17 luglio, proprio il Museo MA*GA e alcuni spazi della città accolgono le installazioni site specific di 9 artisti: A12, Luca Bertolo, Ludovica Carbotta, Ettore Favini, Luca Francesconi, Christiane Loehr, Marzia Migliora, Cesare Pietroiusti e Luca Trevisani, selezionati dopo un’analisi di oltre quaranta profili, da una commissione scientifica composta da Michele Dantini, Carolina Italiano, Adachiara Zevi, come curatori esterni, ed Emma Zanella, Alessandro Castiglioni, Lorena Giuranna e Alessio Schiavo, come rappresentanti dell’assemblea dei promotori del Premio.
Il Premio Nazionale Arti Visive “Città di Gallarate”, sostenuto da Comune di Gallarate, Fondazione Cariplo e Mibact, è parte del programma di OFFICINA CONTEMPORANEA [OC] - Sistema Culturale Urbano, il progetto sostenuto da Fondazione Cariplo ed elaborato da undici istituzioni attive nella città di Gallarate nei diversi ambiti che contraddistinguono la cultura contemporanea.
Per la sua XXV edizione, il Premio Gallarate torna a guardare alla città e alla sua storia chiedendo agli autori coinvolti di creare delle opere inedite che avessero come tema “Il torrente Arno e la città di Gallarate”.
Il corso d’acqua che attraversa Gallarate fin dal Medioevo è un elemento metaforico e reale che racconta la storia della città e che ha segnato il suo sviluppo industriale e la conformazione dell’attuale identità del territorio. Contemporaneamente il fiume è fortemente radicato nell’immaginario collettivo quale fonte inesauribile di aneddoti, racconti che legano l’esperienza dei luoghi con il costante fluire delle sue acque.
In questo senso il titolo di questa edizione, Urban Mining / Rigenerazioni Urbane, fa riferimento a una pratica di scavo, di riscoperta di memorie, architetture, spazi e significati non solo dal punto di vista fisico e urbanistico ma anche simbolico.
Una prima serie di lavori è dedicata ad alcuni aspetti della città e costruisce un ponte con la ricerca di Ugo La Pietra le cui opere sono esposte, contemporaneamente al Premio Gallarate, fino al 18 settembre, negli spazi del MA*GA nella mostra Abitare è essere ovunque a casa propria.
Si tratta di Luca Trevisani (Verona, 1979) che propone Untitled un breve film che racconta le connessioni tra Gallarate, la sua storia e il suo territorio, attraverso le ciminiere che ne caratterizzano il paesaggio. Le ciminiere sono prese in esame in quanto sedimento di memoria culturale e industriale e sono messe in relazione con una scultura di Fausto Melotti, La Baracca, appartenente alle collezioni del MA*GA.
In parallelo, A12, collettivo di architetti, fondato a Genova nel 1993, che affronta in maniera trasversale i temi dell'architettura, dell'urbanistica e dell'arte contemporanea, ha lavorato con Spazio Arno sulla doppia natura del torrente Arno: quella problematica, legata ai rischi di esondazione o di degrado, e quella positiva, definita dalla presenza di vegetazione all’interno della città.
A questa doppia natura dell’Arno corrispondono due sistemi di manufatti che denunciano la relazione tra città e fiume: i vari elementi fisici e tecnologici che costituiscono il sistema di monitoraggio e controllo e gli elementi architettonici di protezione dei ponti di attraversamento. Il progetto si basa sull’analisi di questi due sistemi, costituiti da oggetti che appartengono a tipologie dotate di una propria storia anche nell’ambito dell’arte e dell’architettura, e del loro rapporto con lo spazio urbano di Gallarate, con l’obiettivo di arrivare, attraverso la realizzazione di uno o più opere, esposte nella sede della Pro Loco di Gallarate, a una sintesi di questa doppia natura del fiume.
Accanto alla ciminiera di via Rusnati, Ludovica Carbotta (Torino, 1982) presenta Monowe Maga, la progettazione di una città per un solo abitante. Monowe ricalca la struttura della polis, con tutti i suoi sistemi, le sue infrastrutture, costringendola a uso privato e individuale. Monowe riproduce un sistema comunitario in una versione per il singolo, contraddicendo il significato stesso di città-polis e rappresentando l’esasperazione di processi di speculazione edilizia secondo lo schema delle gated communities: un luogo talmente esclusivo da diventare una sorta di prigione nella quale l’unico abitante decide di vivere spontaneamente.
Per Gallarate, l’artista piemontese realizzerà una delle strutture di Monowe, ovvero un ponte di osservazione sulla città sottostante.
Altri artisti hanno invece privilegiato problematiche connesse con la natura: la sua definizione all'interno di paesaggi industrializzati, la sopravvivenza e la forza evocativa e narrativa che ancora può suggerire.
È il caso di Gallarate Hardcore di Luca Bertolo (Milano, 1968), frutto di un’azione che ha visto, inizialmente, la raccolta, lungo gli argini dell’Arno, di alcuni frammenti di origine naturale (piante, rocce, microorganismi) e artificiale (cocci, pezzi di plastica, e altro), poi copiati dal vero, in scala 1:1, con matite colorate su carta. Questi disegni saranno successivamente esposti all’interno del MA*GA e stampati su grandi poster, affissi a Gallarate.
O ancora di Christiane Löhr (Wiesbaden, 1965) e Luca Francesconi (Mantova, 1979) che si confrontano con la collezione del Museo Archeologico della Società Gallaratese per gli Studi Patri. In particolare, le sculture dei due artisti dialogano idealmente con il torrente Arno che scorre proprio a fianco dell’edificio che ospita il museo e di Ettore Favini (Cremona, 1974) che, per il Premio Gallarate 2016, ha studiato il progetto Private view. 2016 che ha visto la realizzazione di una piccola seduta trasportabile, che il pubblico può prendere in prestito e spostare lungo la riva dell’Arno, al fine di godere la propria visione privata del torrente e conservare un ricordo piacevole di uno luogo o una memoria legata a esso. Contemporaneamente, all’interno del MA*GA, Favini ha installato un elemento che riproduce il corso attuale del fiume, oltre a un libro sul quale i visitatori scriveranno le emozioni derivate dalla loro visita personale al torrente stesso.
Un'ultima sezione è invece dedicata a considerazioni che toccano oltre ai luoghi e alle esperienze che abbiamo di essi, anche alcuni aspetti di carattere più sociale che investigano la comunità come corpo fluido e le pratiche, le memorie e i comportamenti che li caratterizzano.
Marzia Migliora guarda al passato industriale di Gallarate, alla sua imponente produzione oggi in profonda crisi; Luca Francesconi affronta temi anche più connessi ai cicli della natura, alla cultura contadina e all'utilizzo di oggetti e materie elementari, primitive.
Flussi (interrotti) di parole è il titolo del progetto di Cesare Pietroiusti (Roma, 1955) che ha visto una prima fase in collaborazione con tre centri per malati di Alzheimer, in cui gli ospiti si riuniscono per raccontare quello che si ricordano della loro vita. Le registrazioni di alcune di queste testimonianze sono state riviste da Pietroiusti per giungere alla formulazione di alcune brevi storie. Successivamente, si avvierà un laboratorio con un gruppo di studenti gallaratesi per produrre, da un lato, dei disegni che saranno esposti al MA*GA e, dall’altro, trascrivere coi gessi scolastici sui marciapiedi o sulle strade di Gallarate i “Flussi interrotti di parole”.
Il catalogo verrà pubblicato e presentato durante la mostra e conterrà tutta la documentazione delle opere prodotte in occasione della XXV Edizione del Premio Gallarate e gli atti della Giornata di Studi del 14 maggio 2016. 

Breve storia del Premio Gallarate.
Il Premio Nazionale Arti Visive Città di Gallarate venne fondato nel 1949 con lo scopo primario di costituire la Civica Galleria d'Arte Moderna attraverso le opere acquistate nelle diverse edizioni del Premio stesso.
La prima edizione fu inaugurata il 25 maggio del 1950 proponendo un panorama completo dell'arte italiana di quegli anni Cinquanta. La manifestazione mantenne una cadenza annuale fino al 1953, mentre dalla IV edizione in avanti gli organizzatori preferirono un appuntamento biennale. Nel corso della sua lunga storia il Premio Nazionale Arti Visive Città di Gallarate ha sempre avuto come obiettivo primario l’attenzione verso le nuove generazioni di artisti con l’acquisizione di loro opere, appositamente prodotte, da donare, una volta conclusa l’edizione, alla Città di Gallarate. Questo continuo afflusso di opere ha permesso la costituzione della Civica Galleria di Gallarate che dal 1966 ad oggi ha ampliato la propria collezione di arte contemporanea attraverso le circa 800 acquisizioni che il Premio Gallarate ha donato a conclusione di ognuna delle sue XXIII edizioni.
Il Premio Nazionale Arti Visive Città di Gallarate opera nel campo artistico, con la promozione di attività di ricerca in ambito culturale rivolte alle nuove generazioni e alla sperimentazione di nuovi linguaggi nel panorama artistico nazionale; si propone inoltre di favorire occasioni di confronto nell'ambito culturale e di diffondere la conoscenza e la valorizzazione dei processi di cambiamento in atto nella nostra società rappresentati dalle espressioni dell'arte.
Infine, ogni edizione del Premio Gallarate ha come obiettivo principale l’arricchimento del patrimonio del MA*GA - Museo d’Arte Contemporanea di Gallarate con la selezione e l’acquisto di proposte innovative all’interno del panorama italiano dell’arte contemporanea.
Sin dalla sua costituzione, il Premio Gallarate si è rivolto ai giovani artisti e gli stessi fondatori che nel 1949 si riunirono per la prima volta, appartenevano all'Associazione Universitari Gallaratesi, guidata da Silvio Zanella, allora trentunenne.
Di grande prestigio inoltre alcuni nomi, di allora giovanissimi artisti, che le edizione del Premio premiarono, esposero e acquistarono per il Museo: Emilio Vedova (I edizione – 1950), Mauro Reggiani (II edizione – 1951), Giuseppe Ajmone (IV edizione – 1953), Ernesto Treccani (V edizione – 1955). Dopo l’edizione storica del 2000, atto dovuto nel cinquantesimo della sua costituzione, l’attenzione del Premio si è rivolta con maggior impegno all’arte emergente e le successive due edizioni sono state quasi totalmente realizzate con opere di giovani artisti emergenti: Pierluigi Calignano, Loris Cecchini e Adrian Paci (XXI/XXII edizione – 2004); Andrea Galvani, Moira Ricci, Alessandro Sambini e i Richard Simpson (XXIII edizione – 2009).

Gallarate (VA), 13 maggio 2016


URBAN MINING
RIGENERAZIONI URBANE
XXV edizione del Premio Nazionale Arti Visive Città di Gallarate
15 maggio – 17 luglio 2016
Inaugurazione: sabato 14 maggio ore 19.00

A cura di Michele Dantini, Carolina Italiano, Adachiara Zevi, Alessandro Castiglioni, Lorena Giuranna, Alessio Schiavo ed Emma Zanella

Gli artisti: A 12, Luca Bertolo, Ludovica Carbotta, Ettore Favini, Luca Francesconi, Christiane Löhr, Marzia Migliora, Cesare Pietroiusti, Luca Trevisani

Museo MA*GA, via De Magri 1 Gallarate
Orari: Martedì-Venerdì, 10.00-18.30
Sabato e Domenica, 11.00-19.00

Ingresso: € 5,00 intero; € 3,00 ridotto per studenti fino ai 26 anni, over 65, tesserati FAI – Fondo Ambiente Italiano e residenti in Gallarate.
Gratuito per i minori di 14 anni, disabili che necessitano di accompagnatore, accompagnatore del disabile, dipendenti MiBACT, accompagnatori e guide turistiche Regione Lombardia, 1 insegnante ogni 10 studenti, membri ICOM, soci AMACI, giornalisti accreditati, giornalisti con tesserino in corso di validità.

CARD MUSEI
MuseoCard permette l'ingresso libero e illimitato a tutti i Musei Civici per un anno e dà diritto a diversi vantaggi: riduzioni alle mostre nelle sedi espositive, attività in programma, visite guidate, audioguide e sconti sui prodotti in vendita nei bookshop. MuseoCard ha validità annuale a partire dalla data di emissione, è in vendita online (senza costi di prevendita) e può essere acquistata o ritirata nelle biglietterie di qualsiasi museo. In caso di acquisti regalo, è possibile cambiare l'intestazione al momento del ritiro della Card nelle biglietterie dei musei.

Scuole.
La didattica per le scuole è attiva dalle 9.30 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 16.00.
Ogni progetto può prevedere uno o più incontri a discrezione degli insegnanti.
È possibile prevedere incontri e laboratori a scuola con modalità e temi da concordare.
I gruppi sono da intendersi per un massimo di 20 partecipanti.
Per info e prenotazioni 0331706051/52

Museo Archeologico della Società Gallaratese per gli Studi Patri.
Via Borgo Antico 4 Gallaratese
Orari: Venerdì, sabato e domenica 9,30 – 12,30/15-18
Ingresso gratuito


Ufficio stampa MA*GA
CLP Relazioni Pubbliche | Anna Defrancesco | Tel. +39 02 36755700 | anna.defrancesco@clponline.it | www.clponline.it

guardiola

Our contribution to "Atrii" exhibition: 8 postcard asking questions inspired by small structures found in vast spaces. A reflection about space, body, culture, work, boundaries, standardization, sharing...









Bando TwoCalls - "Gli alberi camminavano" (progetto finalista)

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The biblical story of the Tower of Babel or the recurring theme of the hubris in Greek tragedy tell us how man’s challenge to its limits can be dangerous. Both concepts are the expression of a conservative mind. The large monumental constructions (zigurrath and pyramids), realized in the era of human passage from a nomadic to an urban society, witness the attempt of those civilizations to maintain a relationship with the large scale of the territory, preserving the knowledge accumulated over thousands of years, albeit ending to exploit it as an instrument of power.
Man’s intelligence does not reside in going along with nature, but not totally losing contact with it. The well-balanced relationship between man and nature does not depend in suffering its laws, but in  the ability to read outwardly incomprehensible signs.
The large dam with his presence is a monument to the prominence of human intelligence and, at the same time, to the risk of its failure. The proposed intervention is inspired by overlooked warning signs of the tragedy: “the trees were walking, but no one saw” and, combining nature and artifice, is a warning to the attention to little things… “le bon Dieu est dans le détail”.
The proposed project does not provide a direct intervention on the surface of the dam, if not a small commemorative plaque, but focuses instead on pointing out the line identified by the intersection of the water level with the ground at the time when the landslide fell.
The line will consist of a path, a trail to be walked through like a procession to get as close as possible to the dam. Along the way some trees, placed on mobile carts hidden in the ground, will be activated by the passage of people and will move walking with them

Il racconto biblico della torre di babele o il tema ricorrente della hybris nella tragedia greca ci raccontano di come la sfida dell’uomo ai propri limiti possa essere pericolosa. Entrambi i concetti sono espressione di un pensiero conservatore. Le grandi costruzioni monumentali (zigurrath e piramidi) realizzate nell’epoca di passaggio dell’uomo da una società nomade ad una urbana testimoniano il tentativo di quelle civiltà di mantenere una relazione con la vasta scala del territorio, preservandone la conoscenza accumulata in migliaia di anni, seppur terminando per sfruttarla come strumento di potere. L’intelligenza dell’uomo non sta nell’assecondare la natura, ma nel non perdere del tutto il contatto con essa. La relazione equilibrata tra uomo e natura non dipende dal subirne le leggi, quanto dalla capacità di saper leggere segni all’apparenza incomprensibili.
La grande diga con la sua presenza è contemporaneamente un monumento alla grandiosità dell’ingegno umano ed al pericolo del suo fallimento. L’intervento proposto è ispirato ai segnali trascurati premonitori della tragedia: “gli alberi camminavano, ma nessuno vide” e, unendo natura e artificio, vuole essere un monito all’attenzione per le piccole cose… “le bon Dieu est dans le détail”.
Il progetto proposto non prevede un intervento diretto sulla superficie della diga, se non l’apposizione di una piccola targa commemorativa, ma si concentra invece sull’evidenziare la linea individuata dall’intersezione del livello dell’acqua con il terreno al momento del distacco della frana. La linea sarà costituita da un percorso, un sentiero percorribile come una processione laica per avvicinarsi il più possibile alla diga. Lungo il percorso saranno disposti alcuni alberi che, posti su carrelli mobili nascosti nel terreno e attivati dal passaggio delle persone, si muoveranno camminando insieme a loro.
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Piazza De Carlo

Triennale Live - Episodio #2
A12: Piazza De Carlo
Triennale di Milano 19/12/2014 - 11/01/2015
a cura di Paola Nicolin









Piazza De Carlo

TRIENNALE LIVE - Episodio #2
Un palcoscenico per l’archivio / Archive stage


Piazza De Carlo
Gruppo A12
  


Nell’ambito delle iniziative curate da Paola Nicolin sugli Archivi Storici della Triennale, Triennale Live. Un palcoscenico per l’archivio,Gruppo A12 è lieto di presentarePiazza De Carlo.


Piazza De Carlo è un progetto di uno spazio dove si può sostare e un crocevia di storie diverse: quelle di un passato remoto, raccolte dall’archivio della Triennale; quelle di un passato più recente esito dell’ “ incontro" di A12 con Giancarlo De Carlo e il suo lavoro; e infine quelle che verranno raccolte durante il periodo di permanenza della mostra. In quest’ultimo caso, il progetto prevede la raccolta di testimonianze, aneddoti e pensieri di chi ha avuto a che fare con il lavoro di De Carlo e che possano dare un contributo in merito all’attualità delle sue riflessioni e alla relazione tra l’architetto e la Triennale. Saranno così radunati contributi differenti: brevi interviste filmate, immagini, testi, video e contributi di altra natura che potranno essere postati sui social network con l’hashtag #piazzadecarlo. Piazza De Carlo è un luogo in cui si sovrapporranno con la libertà e la casualità tipica dell’incontro in uno spazio pubblico aperto e accessibile immagini, parole e testimonianze, che il visitatore potrà – o meno – mettere in relazione.



Piazza De Carlo inaugura alla Triennale di MilanoGiovedi 18 Dicembre alle ore 18.30, in concomitanza con l’apertura della mostra sugli schizzi di De Carlo curata da Anna De Carlo e Giacomo Polin. 
Oltre a rendere fruibili alcuni dei documenti presenti nell’Archivio della Triennale (immagini delle tre Triennali a cui ha partecipato, i tre video della Trilogia del 1954, alcuni testi), saranno raccolti dei materiali per un “Archivio in più”, invitando persone che nel loro percorso professionale hanno incontrato De Carlo e il suo lavoro a lasciare una testimonianza sull’attualità del suo pensiero. Si tratterà di brevissimi contributi filmati (ripresi il giorno dell’inaugurazione,giovedì 18 dicembre tra le 17.30 e le 20, o l’11 gennaio) e/o  di contributi di altra natura (testi, immagini) che recupereremo via mail o sotto l’hashtag #piazzadecarlo, #latriennalelive tramite i social network istagram, twitter o Facebook.




Speriamo di vedervi e di raccogliere i vostri contributi.



Gruppo A12
Andrea Balestrero, Gianandrea Barreca, Antonella Bruzzese, Maddalena De Ferrari




Practices as an Intersection in a Fragile Environment

Claudio Zecchi
Practices as an Intersection in a Fragile Environment - La Fabbrica del Vapore - Milano Bjcem Aisbl Bjcem - Association Biennale des Jeunes Créateurs de l'Europe et de la Méditerranée
 

Day 2: 02/12/2014

10.30 - 13.00
A reflection on the quality of the urban space
Starting from the project "Small spaces to treat with kindness" A12 (Maddalena de Ferrari Antonella Bruzzese Andrea Balestrero) will debate together with the art historian and curator Francesca Guerisoli some fundamental issues relating to the quality of urban space, the role of artistic interventions in the public space and the forms of involvement and participation of the people as a potential response to the needs of the community itself.
 

15.30 - 17.30
Francesca Guerisoli will present her book "La città attraente" specifically addressing the issue dedicated to the monument. What is the contemporary monument? How do we recognize it? What is its function?


 

la sovversione del sensibile




MILANO - FABBRICA DEL VAPORE
5 DICEMBRE 2014 - 11 GENNAIO 2015
LA MOSTRA
LA SOVVERSIONE DEL SENSIBILE
A cura di Marco Trulli

L’esposizione presenta una selezione di opere di nove artisti che hanno partecipato alle varie edizioni della Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo

Dal 5 dicembre 2014 all’11 gennaio 2015, la Fabbrica del Vapore di Milano (via Procaccini 4) ospita il progetto La sovversione del sensibile che presenta le opere realizzate da nove artisti che hanno partecipato alle varie edizioni della Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo: Gruppo A12 (IT), Charbel Samuel Aoun (LB), Embroiderers of actuality (Abdelaziz Zerrou - MA; Aglaia Haritz - CH), Gian Maria Tosatti (IT), Alexandros Kaklamanos (GR), Sigurdur Atli Sigurdsson (IS), Khaled Jarrar (PS), Didem Erk (TR), Moussa Sarr (F).
L’iniziativa, curata da Marco Trulli, promossa dal Comune di Milano, è organizzata da BJCEM, Associazione Internazionale senza scopo di lucro fondata nel 2001 con l’obiettivo di promuovere la creatività artistica giovanile, supportandone la mobilità e la formazione. Proprio in questa linea progettuale s’inserisce la Biennale dedicata a giovani artisti sotto i 35 anni provenienti dall’area Euro-mediterranea.
Il titolo della rassegna trae origine dalle tesi di Jacques Rancière, il quale nel suo La distribuzione del sensibile, compie una lettura critica dei ‘regimi d’informazione’; allo stesso modo,  l’esposizione propone una riflessione su quelle forme artistiche che si concentrano sulla relazione tra arte e politica immaginando “nuove configurazioni del visibile, del dicibile e del pensabile e, dunque, un paesaggio nuovo del possibile.”
Alla Fabbrica del Vapore, gli artisti, utilizzando una pluralità di media che vanno dal video all’installazione, dalla fotografia al ricamo, si interrogano sulla relazione inestricabile tra le forme del poetico e del politico, producendo “finzioni necessarie” all’interpretazione del reale. In particolare, riflettono sulla posizione dell’autore nel contesto sociale, culturale e urbano mediterraneo.
“Molti artisti - afferma Marco Trulli - ricercano nella rapporto tra desiderio e territorio la tensione necessaria per produrre la propria indagine estetica. Storie di confini e ricerche che interrogano lo spazio pubblico, proiezioni della pianificazione urbana futura. Sono quei progetti che, interpretando i territori come “macchine desideranti”, riplasmano geografie e narrazioni nomadi. In questo senso la mostra presenta un panorama differenziato di approcci e tentativi di relazione con i contesti di riferimento producendo, di fatto, dispositivi di ascolto o reinterpretazione del presente.

La Sovversione del Sensibile è anche un itinerario geografico e geopolitico che riannoda alcuni punti nevralgici del Mediterraneo: da Lampedusa a Gezi Park, dal Muro di Gerusalemme alla Medina di Tetouan. Allo stesso tempo, vengono presentate anche ricerche più intime che lavorano sulla proiezione personale dell'artista nello spazio e nell'immaginario pubblico e sociale.
Tra le iniziative collaterali, lunedì 1, martedì 2 e mercoledì 3 dicembre 2014, alla Fabbrica del Vapore di Milano, si tiene Practices as an Intersection in a Fragile Environment a cura di Claudio Zecchi, una piattaforma di dibattito e riflessione, strutturato in tre panel discussions, in una prospettiva che pone le pratiche artistiche al centro di un percorso che ha le proprie coordinate di riferimento in un territorio fragile e precario come quello del rapporto tra arte e attivismo.
Parteciperanno: Fokus Grupa (artisti, Croazia); Khaled Jarrar (artista, Palestina); Gruppo A12 (artisti/architetti, Italia); Francesca Guerisoli (storica dellʼarte e curatrice, Italia); Isola Art Center (progetto, Italia).

Milano, novembre 2014


LA SOVVERSIONE DEL SENSIBILE
Milano, Fabbrica del Vapore - Sala delle colonne (via Procaccini 4)
5 dicembre 2014 - 11 gennaio 2015

Inaugurazione: 4 dicembre 18.00 - 22.00

Orari:
da lunedì a domenica 14.00 - 19.30
25 - 26 dicembre, 1 gennaio 16.00 - 19.30
Ingresso gratuito

Informazioni: communication@bjcem.org

Ufficio stampa
CLP Relazioni Pubbliche
Anna Defrancesco, tel. 02 36 755 700
anna.defrancesco@clponline.it; www.clponline.it

Comunicato stampa e immagini su www.clponline.it

Gli artisti

Khaled Jarrar - Palestina (1976)
Ha partecipato alla Bjcem Roma, 2011
Didem Erk - Turchia (1986)
Ha partecipato alla Bjcem Salonicco 2011
Charbel Samuel Aoun - Libano (1980)
Ha partecipato a Mediterranea 16, Ancona 2013
Embroiderers of Actuality: Abdelaziz Zerrou - Marocco (1982), Aglaia Haritz – Svizzera (1978)
Abdelaziz Zerrou ha partecipato alla Bjcem Bari, 2008
Alexandros Kaklamanos - Grecia (1982)
Ha esposto a World event young artist, Nottingham 2012
Moussa Sarr - Francia (1984)
Ha partecipato alla Bjcem Salonicco, 2011
Gian Maria Tosatti - Italia (1980)
Ha partecipato a Mediterranea 16, Ancona 2013
Gruppo A12 – Italia (fondato a Genova nel 1993): Andrea Balestrero (1970), Gianandrea Barreca (1969), Antonella Bruzzese (1969), Maddalena De Ferrari (1969), Massimiliano Marchica (1970)
Ha partecipato alla Bjcem Torino, 1997
Sigurður Atli Sigurðsson  - Islanda (1988) 
Ha esposto a Mediterranea 16, Ancona 2013



up@giotto

please have a look:

http://upgiotto.tumblr.com/

se di-segno




“Se di-segno”

23 - 26 gennaio 2014
Inaugurazione 23 gennaio ore 19

Padiglione Esprit Nouveau
Piazza Costituzione 11, Bologna



Inaugura giovedì 23 gennaio, in occasione dell’apertura di Arte Fiera 2014, la mostra “Se di-segno”, curata da Sergia Avveduti con Irene Guzman e patrocinata dall’Accademia di Belle Arti di Bologna con la collaborazione della Regione Emilia Romagna. Il progetto è sviluppato con la partecipazione di Francesco Calzolari, Gino Gianuizzi, Anteo Radovan.

Saranno in mostra opere di cinquantotto artisti, architetti, grafici e designer esposte nei prestigiosi spazi del Padiglione Esprit Nouveau, progettato da Le Corbusier in occasione dell'Esposizione Internazionale del 1925 a Parigi  e ricostruito nel 1977 proprio davanti  all’ingresso principale della Fiera di Bologna.
Saranno inoltre esposti i disegni che gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Bologna hanno realizzato nell’ambito del workshop “Se io disegno”, coordinato dalla stessa Sergia Avveduti oltre che dagli artisti David Casini, Cuoghi Corsello e Patrizia Giambi.

Il tema della mostra pone l'accento sul disegno, una delle forme più antiche di espressione artistica, oggi al centro di un processo di ridefinizione e ampliamento concettuale dei propri confini.
Nell'ottica attuale, infatti, il disegno spesso si richiama fortemente alle più diverse pratiche d'arte, innescando un rapporto stimolante di contaminazione tra video, installazioni, fotografia e pittura, e  acquisendo così la capacità di travalicare i limiti delle singole discipline artistiche.
Allo stesso modo una nuova concezione del disegno consente di favorire interferenze e interscambi culturali tra architettura, design, grafica e arti visive. Il Padiglione dell'Esprit Nouveau accoglie dunque al suo interno gli stimoli e le suggestioni che giungono da noti artisti, designer, architetti e grafici di respiro internazionale.
In questo senso “Se di-segno” intende documentare la ricerca che indaga un'area di confine esistente tra l'ambito più ampio e articolato del “Visivo” e quello specifico della “Cultura del Progetto”.

Sono dunque in mostra un nucleo di opere realizzate da architetti/designer che in passato hanno dato vita al  clima “Radical Design” e che oggi proseguono nel dare testimonianza ad un approccio libero e privo di schematismi al disegno. In particolare saranno esposte opere di Andrea Branzi, Paolo Deganello, Lapo Binazzi, Ugo La Pietra e Gianni Pettena. Analogamente, su una stessa linea di significativo rinnovamento, si pongono gli interventi di A12, Massimo Iosa Ghini, Alessandro Guerriero e Maurizio Navone.

Alcuni artisti propongono in mostra opere che contengono elementi innovativi nel reinterpretare il ruolo del disegno, pur nella scelta di mantenere supporti tradizionali. Tra questi: Francesco Arena, Stefano Arienti, Sergia Avveduti, Thomas Bonny, Thomas Braida, Pierpaolo Campanini, David Casini, Giuseppe Chiari, T-Yong Chung, Maurizio Donzelli, Emilio Fantin, Andrea Gnudi, Mariella Guzzoni, Gianluca Malgeri, Maurizio Mercuri, Margherita Morgantin, Elèna Nemkova, Valerio Nicolai, Davide Rivalta, Fabrizio Rivola, Marco Samorè, Sissi, Serena Vestrucci, Italo Zuffi.

Altri artisti, facendo proprio il tema curatoriale, hanno preferito scegliere una forma espressiva differente, affidandosi ad interventi installativi. Come, ad esempio, Simone Berti, Sergio Breviario, Cuoghi Corsello, Giovanni De Francesco, Patrizia Giambi, Marco Gobbi, Alessandro Gori, Daniele Maffeis, M+M, Liliana Moro, Andrea Nacciarriti, Giovanni Oberti, Marta Pierobon, Cesare Pietroiusti, Leonardo Pivi, Luca Trevisani.

Presentare la propria ricerca in forma di libro è stata la scelta di Alessandro Pessoli, Sabrina Mezzaqui, Luca Vitone, Aldo Grazzi, Marco Mazzoni, Claudia Losi e Arianna Fantin.

Sarà infine una performance, che si terrà il giorno dell’opening alle ore 20.00, a lasciare la traccia del gesto nell’opera di Ettore Favini.

L’apertura della mostra, dalle ore 16.00 in poi, si estende alle serate di dj-set a cura di Der Standard e ViNilo Shop a partire dalle ore 19.00, con il seguente calendario:
Giovedì 23 > dj kERN
Venerdì 24 > dj Spanna aka Corrado Beldì e Andrea Salvatori | Hawanna dj
Sabato 25 > dj Balli

“Se di-segno”
un progetto a cura di Sergia Avveduti con Irene Guzman e la collaborazione di Francesco Calzolari, Gino Gianuizzi, Anteo Radovan
Padiglione Esprit Nouveau, Piazza Costituzione 11 – Bologna
Inaugurazione 23 gennaio ore 19
24 > 25 > 26 gennaio dalle ore 16
23 > 24 > 25 gennaio Bar e DJ set (dalle ore 19) a cura di Der Standard e ViNilo Shop
Patrocinio di Accademia di Belle Arti di Bologna
con la collaborazione di Regione Emilia Romagna
Si ringraziano per la collaborazione gli Architetti Michele Zanelli e Cesare Zanirato, Gian Maria Martini e gli studenti del Dipartimento di Comunicazione e Didattica dell’Arte e Mediazione Culturale del Patrimonio Artistico dell’Accademia di Belle Arti di Bologna.

PSDTCG instant book - Triennale di Milano - Sabato 18 Maggio

 Milano e Oltre

Nell'ambito della mostra "Milano e Oltre" presso la Triennale di Milano A12 curerà il Workshop "PSDTCG instant book"

L’iniziativa prende spunto dal progetto di A12 Piccoli spazi da trattare con gentilezza e vuole essere una riflessione collettiva intorno al ruolo e al significato dello spazio pubblico (milanese in particolare) e ai modi in cui le persone se ne appropriano e lo trasformano.

PSDTCG instant book è una giornata di lavoro in cui A12 con alcuni studenti provenienti da Domus Academy, Naba, Politecnico e il pubblico interessato realizzeranno una fanzine. Nello spazio della Triennale le persone scriveranno, stamperanno foto, faranno collage per realizzare un piccolo libro che sarà presentato e discusso con alcuni invitati esterni a fine giornata.

SABATO 18 MAGGIO // dalle ore 10.30 alle 20.00  // Triennale di Milano

ISCRIVETEVI SARA' DIVERTENTE E INTERESSANTE!

qui tutte le informazioni e la scheda di iscrizione

Piccoli spazi da trattare con gentilezza/Small places to treat with kindness

Cosa sono i piccoli spazi da trattare con gentilezza?/ What the small places to treat with kindness are?
Sono spazi di scarto, apparentemente senza qualità, sono spazi aperti collettivi, situati dentro alla città, di dimensione tale da poter essere una risorsa per il quartiere; sono spazi già dotati di una forma riconoscibile, ma inutilizzati o trascurati.Ci si passa tutti i giorni e non ci si rende conto di quanto poco siano ospitali e di quanto poco basterebbe per renderli accoglienti/They are “waste spaces”, apparently without any quality, small public spaces inside the city, but big enough to result a resource for the neighborhood; they are still recognizable, but unused or neglected. Everyone can daily see them without realizing how little they are livable and how little it could take to make them welcoming


Perché una mappatura?/ Why mapping?
Anche se lo spazio pubblico di Milano spesso manca di qualità, la città è ricca di questi piccoli spazi che vale la pena riconoscere, individuare e mappare/
Even if the public space of Milan often lacks of quality, the city is full of these small places, that it is worth recognizing, identifying and mapping


Che cosa vuol dire trattarli con gentilezza?/ What does it mean “treat with kindness”?
Come “brave padrone di casa” prendersi cura di questi spazi con piccoli gesti e micro interventi che ne possano sottolineare e valorizzare le qualità inespresse/ It means take care of these spaces as good “landladies”, with small gestures and acts, micro events able to underline and improve their wordless qualities

A12 on MARS



Mercoledì 10 aprile 2013 alle ore 18,30 lo spazio MARS di Milano inaugura la mostra di A12, Enrico Piras e Gian Paolo Striano.

APPUNTI PER LA CITTA’ DEL POCO FUTURO
La diminuzione della natalità, insieme con la crisi economica, riduce drasticamente le prospettive e la capacità di orientarsi verso il futuro. Ma è la condizione della vecchiaia che più di tutte le altre, limita questa possibilità. Vecchiaia, terza o quarta età, non solo sono oggetto di studi e previsioni demografiche, ma sono al centro delle preoccupazioni dei governi nazionali e delle politiche sociali, così come delle mire del mercato per il giro di affari che possono rappresentare. Ma anche se la soglia di attenzione intorno a questo tema sta progressivamente salendo, resta ancora fuori fuoco la riflessione sulle implicazioni che la vecchiaia ha sulla città, sui suoi spazi, sulla sua organizzazione. Sembra mancare soprattutto una visione di ampio respiro come quelle che solo le avanguardie artistiche ed il pensiero utopico sono riusciti a proporre.
Cosa succede dunque se proviamo a mettere al centro di un’utopia un idealtipico uomo anziano? E soprattutto cosa significa costruire una visione urbana per una città dedicata e costruita su misura per questo genere di persone? "Appunti per la Città del Poco Futuro" è una raccolta di appunti per il progetto di una nuova utopia urbana, interamente dedicata agli anziani.

A12 è un collettivo di architetti che dal 1993 lavora sui confini tra arte e architettura. www.gruppoa12.org

THE DISTANCE IN BETWEEN
The Distance in Between è una video narrazione che presenta e collega tra loro temi differenti di cui si nutre la mia ricerca. La luce e i suoi influssi sulla nostra percezione, le rovine architettoniche e le relazioni tra cristalli minerali e miraggi sono fenomeni accostati e rielaborati attraverso il recupero e l'unione di diverse teorie scientifiche e visive. Con un approccio narrativo nella riformulazione di teorie che hanno apparentemente perso il loro valore scientifico, cerco di mostrarne il valore in rapporto all'Estetica e all'Immagine. Questo lavoro presenta una concezione dell'Universo formulata nella seconda metà del 1700 da un artista e scienziato francese, che spiega l'origine di quei fenomeni naturali che hanno influenzato lo sviluppo della categoria estetica del sublime, attraverso l'influsso dei raggi solari e della luce. Il testo è accompagnato una serie di osservazioni visive, appunti sulla visione realizzati attraverso il filtro di prismi ottici e lenti.

Enrico Piras (1987) è artista visivo e co-fondatore del collettivo Elliptical Research Foundation
http://enricopiras.tumblr.com/


SUPERFICIE PROFONDA / MANNEMEN
La trasparenza e la riflettanza sono fenomeni antitetici ma entrambi peculiari del vetro,così come lo sono la fragilità e la durezza, nei due “esercizi” proposti, queste prerogative si fanno funzionali a una costante ricerca sui materiali. “superficie profonda” appare come un piccolo specchio, ma a seconda dell’incidenza della luce artificiale su di esso, ad esempio quella di un telefono cellulare, rivela l’immagine di una grotta, un luogo segreto in cui la camorra ha per anni stipato rifiuti tossici, la prassi individualista dello specchiarsi, impedisce la vista di un’insidia profonda. L’altro lavoro in mostra ”mannemen” è composto da una scultura nella quale le due metà di un recipiente in vetro spaccato, sono congiunte tramite un collante elastico che ne evidenzia la dinamica al momento del collasso strutturale.

Gian Paolo Striano è nato a Napoli nel 1977 dove vive e lavora


OPENING: 10/4/2013 ORE 18.30 / 21.00

INFO: 3476213364 - 3280944356 - 3338975745

MARS via G.Guinizzelli, 6 Milano - MM PASTEUR - mars.mailto@gmail.com www.marsmilano.com